Now Playing. Il nuovo sistema di riconoscimento musicale (offline) del Pixel 2 di Google

Ci sono numerose app e servizi disponibili per aiutarti a riconoscere una canzone, quando stai guardando una Serie TV, un film o semplicemente ascoltando della . Conosciamo tutti i vari Shazam, SoundHoud, oppure anche lo stesso Google Now. Questi servizi in genere si appoggiano al microfono del tuo smartphone per registrare un pezzo di musica, per poi comparare tale sample audio con le canzoni presenti in vastissimi database musicali online.

Il Pixel 2 e il Pixel 2 XL si comportano in maniera del tutto simile alle app sopracitate, tranne che per due differenze fondamentali: la prima, è che il titolo della canzone che sta suonando vicino a te apparirà in automatico sulla Lock Screen del tuo smartphone, senza che tu ne abbia fatto espressamente richiesta. La seconda e più impressionante è che questa funzionalità sarà disponibile offline.

Questa feature prende il nome di Now Playing e la troveremo nelle impostazioni del . La troviamo disabilitata di default, ma, quando l’attiveremo, proverà a mostrarci quale è la canzone che stiamo ascoltando in quel momento, direttamente sulla Lock Screen del nostro Pixel 2 — oltretutto possiamo anche fare in modo che Now Playing ci mostri le notifiche. E’ possibile poi fare un tap sulla traccia mostrata per avviare direttamente il Google Search, per avere dei risultati di ricerca avanzati — fortunatamente senza che si apra in automatico Google Play Music, servizio che non tutti amano e quindi risulterebbe invasivo ai fini della nostra ricerca.

L’idea di Google è certamente interessante: infatti chi di noi non si è trovato almeno una volta nel dilemma di ascoltare una canzone senza saperne il titolo o l’autore, cercando magari di comprendere alcune parole, sperando di non dimenticarle nel frattempo, per poi fare una ricerca su Google? (io che vi scrivo, moltissime volte!)

Questa funzionalità è sicuramente la meno invasiva e la più elegante, con il titolo della canzone e l’autore che ci appaiono direttamente sul display, senza che noi dobbiamo fare la fatica di effettuare una ricerca manuale o tramite Assistente Virtuale.

Il problema che si pone però, è che non avremo a disposizione un database paragonabile ai milioni di brani che gli altri servizi sono in grado di fornire, visto che ci dovremo accontentare di qualche decina di migliaia di brani, quindi il servizio non è da intendersi come un rimpiazzo di Googl Now. La ragione di questa mancanza risiede nel fatto che Now Playing funziona offline. A differenza degli altri servizi online di riconoscimento dei brani, che possono utilizzare database di canzoni enormi, Now Playing si affida ad un elenco di canzoni che è limitato dallo storage del device.

Oltretutto il database musicale ha un blocco regionale, e tale database viene aggiornato su base settimanale in background, una volta che si è connessi alla rete Wi-Fi oppure alla rete dati. Un portavoce di Google, rispondendo a Venture Beat, ha dichiarato che questa funzionalità software non dovrebbe occupare più di 500MB nello storage interno del device — quindi immaginiamoci quanto potrebbe costarci, in termini di spazio occupato, lo stoccaggio di milioni di tracce musicali.

C’è però una cosa importante da chiedersi: quanto può impattare questo servizio, che una volta attivato rimane in continuo ascolto, sulla durata della batteria del nostro device? Dovrebbe consumare presumibilmente di più dell’always on dell’NFC, il quale, normalmente, non è attivato da gran parte degli utenti, proprio per risparmiare la batteria su un servizio che in genere si usa pochissimo.

Non ci resta quindi che aspettare dei benchmark più precisi su questa funzionalità adottata nei Pixel 2, per sapere quanto è importante l’effettivo drain della batteria nell’arco di una giornata con il servizio sempre acceso. Se siete felici possessori di questo bellissimo device made in Google, fateci sapere!

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